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La morte nella musica

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Janis Joplin

Janis Lyn Joplin nasce il 19 gennaio 1943 in un piccolo paesino del Texas, USA, chiamato Port Arthur.

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 Già ribelle fin dall’adolescenza, amava ascoltare canzoni delle cantanti blues nere di quegli anni. Lei, cicciottella e con l’acne, non si sentiva parte integrante di quel paesino che mai aveva veramente sentito suo, così, dopo aver racimolato un po’ di soldi, appena ventenne, fuggì. Andò a vivere a Huston dove cercò di frequentare l’università, ma senza successo, e intanto aveva iniziato ad esibirsi in qualche locale del posto. Incontrò un suo amico, che nel frattempo era diventato manager, il quale cercava una voce femminile per una band rock di San Francisco, e convinse Janis a farne parte e a trasferirsi in quella città. Così nasceva il primo gruppo con cui Janis si fece conoscere a livelli nazionali ed internazionali, i Big Brother and the Holding Company.

Janis comprò una casa enorme a San Francisco, precisamente nella zona di Larkspur, in Baltimore Avenue, ma divenne presto una specie di ostello pieno di gente che spesso la coinvolgevano in sbornie assurde. Già, perché nonostante avesse smesso di bucarsi dai tempi texani, lei amava molto bere.

La band si rivelò un enorme successo, e giravano tutti i locali della California per esibirsi. Furono poi chiamati per una performance al Monterey Pop Festival nel 1967, che sancì il trionfo di Janis.

Il loro album d’esordio, omonimo, fu di grande risonanza ed iniziarono così ad esibirsi in tutti gli Stati Uniti. Uscì poi, nel 1968, il loro secondo album, Cheap Thrills, che comprendeva una cover di “Summertime” di George Gershwin, ma la Joplin non sentiva che il gruppo fosse ben amalgamato musicalmente e, anche a causa di alcune cattive recensioni nei confronti degli altri membri della band, nel 1969 decise di abbandonarlo per seguire la strada della carriera solista.

Nello stesso anno prese parte al festival di Woodstock, condividendo apertamente l’ideale Peace&Love di quei famosi anni 60. Scelse come gruppo di accompagnamento la Kozmic Blues Band, che debuttò allo Stax Volt Christmas di Memphis, e con loro incise l’album “I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama”, facendo anche un tour che comprese anche la famosa tappa di Francoforte, in cui invitò alcuni fan a salire sul palco per ballare e cantare con lei. La sua vita era ormai ad una svolta e, dopo aver trovato un fidanzato, decise di dare un taglio a tutto. Formò così, nel 1970, una nuova band, la Full-Tilt Boogie Band, che esordì a Pepperland, in occasione di una grande festa, e con loro incise un album che riscosse un enorme successo, Pearl, pubblicato postumo. ap080805021864

Il 4 ottobre 1970, appena sedici giorni dopo la morte di Jimi Hendrix, alle 18:00, Janis Joplin venne trovata morta nella stanza d’albergo del Landmark Hotel di Los Angeles, dove si trovava per delle registrazioni per il nuovo album. Nemmeno a dirlo, aveva 27 anni. L’ultimo a vederla viva fu il portiere notturno. Venne ritrovata incuneata tra il comodino ed il letto, con il naso rotto e la bocca piena di sangue, con 4 dollari e 50 centesimi in una mano, ed un pacchetto di sigarette ancora pieno nell’altra. Il coroner stabilì che il decesso avvenne intorno all’una e trenta di quella notte per un’overdose di eroina. Janis aveva ripreso a bucarsi. E il destino ha voluto che la sua ultima canzone s’intitolasse “Buried alive in the blues”, sepolta viva nel blues.

Myra Friedman, sua amica, ha scritto una biografia dal titolo Buried Alive in cui racconta che l’attacco doveva essere iniziato non appena Janis aveva sentito l’esplosione nelle sue vene, dopo che l’ago si era ritratto. Subito dopo mise l’involucro con l’eroina nella toeletta. Lo nascose dentro una scatola cinese che occultò dietro lo sciacquone. Di solito Janis lo lasciava sul comodino. Questo gesto potrebbe significare che per lei quella era l’ultima volta che si bucava e non voleva ricordarselo il mattino successivo. Questa volta aveva intenzione di smettere. C’è qualcosa nella magia del mattino. Una rinascita con la pallida alba blu. L’eroina nel suo sistema circolatorio avrebbe potuto ucciderla immediatamente. Ma non è stato così. Quando uscì nel corridoio non si rendeva conto che stava morendo. Chiese al portiere di cambiargli un biglietto da 5 dollari per le sigarette, che comprò subito dopo. Poi tornò in camera. Dopo aver chiuso la porta, fece appena uno o due passi e cadde, come un fantoccio scagliato per terra.

Janis fu cremata e il funerale ebbe luogo al Westwood Village Mortuary, a Los Angeles, il 7 ottobre 1970. Le sue ceneri vennero sparse nell’oceano Pacifico.

Janis Joplin resterà uno dei simboli del rock al femminile, una delle migliori interpreti bianche blues di tutti i tempi, con la sua voce inconfondibile, che diventerà un punto di riferimento per generazioni di vocalist a venire, da Patti Smith ad Annie Lennox, fino ad arrivare a Skin degli Skunk Anansie.

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