Il Club27 e altre misteriose scomparse

La morte nella musica

Jimi Hendrix

Jimi Hendrix, registrato all’anagrafe alla nascita come Johnny Allen Hendrix, nacque il 27 novembre 1942 a Seattle, USA. I primi anni furono molto difficili a causa del comportamento della madre, così Jimi venne affidato ad una famiglia afroamericana, i Champ. Il padre, Al, dopo il congedo si riprese il figlio e tentò di ricostruire quel poco che era rimasto del suo matrimonio, ma dopo tre anni e altri due figli, Leon e Joseph, i genitori di Hendrix si separarono definitivamente. Il complicato rapporto con la madre segnò Jimi per tutta la sua vita.

La madre morì il 2 febbraio 1958 a causa di una cirrosi epatica e così il padre gli regalò un ukulele; su questo strumento Jimi suonò le sue prime note. Di nascosto era solito suonare una chitarra che apparteneva ad un amico del padre e che, ubriaco, gliela vendette per 5 dollari. Jimi era mancino e la chitarra invece era per destri, ma questo non lo scoraggiò per nulla e imparò a suonarla alla rovescia, cosa che lo caratterizzerà.

Nel 1959 il padre gli regala una chitarra elettrica, e con quella inizia a suonare in diversi locali; i Velvetones sono il gruppo col quale fece il suo primo vero concerto. L’anno successivo gli rubarono la chitarra e il padre decise di regalargliela una nuova di colore bianco, che Jimi dipinse di rosso.

bw-jimi-hendrix

Venne arrestato due volte nel maggio 1961 perché trovato a guidare due auto rubate. Così fu messo di fronte alla scelta dell’arruolamento o della prigionia; scelse la prima opzione e fu mandato nel Kentucky, riuscendo ad ottenere la Screaming Eagle (L’Aquila Urlante), simbolo dei paracadutisti statunitensi. Si stancò molto presto però, e trovò il modo per essere congedato. Sotto le armi conobbe il bassista Billy Cox, e aspettò il congedo di quest’ultimo per riconciliare la band formata allora, i King Kasual. Cercarono fortuna a Nashville e la trovarono, incontrando “Gorgeous” George Odell, uno showman tuttofare; ma Cox rifiutò l’offerta di costui e Jimi invece lo seguì, diventando chitarrista per la band di accompagnamento.

Nei tre anni che seguirono, Hendrix girava tutti gli Stati Uniti, ma nel 1963 era deciso a dare una svolta alla sua carriera e così nel 1964 si trasferì ad Harlem, New York. Lì conobbe Lithofayne “Fayne” Pridgeon, che divenne la sua ragazza, e che lo aiutò a fornirgli tutto ciò di cui aveva bisogno. Grazie a Fayne, Jimi conobbe diverse persone dell’ambiente musicale di Harlem.

Il suo primo riconoscimento gli fu consegnato all’Apollo Theater come premio di un concorso per artisti emergenti, ma ciò con gli fruttò molto e per sopravvivere era costretto a portare la sua chitarra svariate volte al banco dei pegni.

Un periodo importante è quello del marzo 1964, quando venne reclutato come chitarrista dalla Isley Brothers Band, partendo per un tour lungo tutti gli Stati Uniti, toccando anche i locali del Chitlin’ Circuit. Passava così da una band all’altra fino a firmare un contratto per due anni, nel 1956, con la Sioux Records.

Stanco di quell’ambiente, lasciò Fayne e si trasferì al Village, ripercorrendo le orme del suo idolo, Bob Dylan. Si unì alla band Curtis Knight and the Squires, ma non durò molto, perché, non avendo una sua chitarra, era costretto a chiedere in prestito quella dello stesso Knight; finché la sua ragazza, Carol “Kim” Shiroki, gli fece una notevole donazione di denaro, grazie alla quale acquistò la sua chitarra preferita: la Fender Stratocaster.

Nel 1966 Jimi fondò la sua prima band, Jimmy James and The Blue Flames alias The Rainflowers, richiamando l’attenzione di tutta New York e di un personaggio in particolare: Frank Zappa. Fu proprio Zappa, infatti, a mostrargli le prospettive di un effetto per chitarra di nuova produzione: l’ormai famoso wah wah.

Il 1966 fu l’anno della svolta per Jimi, che fece la conoscenza di Linda Keith. I due divennero subito amici e Linda gli fece conoscere Chas Chandler che, assistendo ad un concerto nel quale Jimi cantò Hey Joe, si convinse di aver trovato un grande musicista da lanciare. Così Hendrix elaborò una sua versione di tale canzone e il risultato convinse ancor di più Chandler che decise di portarlo a Londra per scritturarlo. Venendo a conoscenza dei numerosi contratti firmati precedentemente dal chitarrista, Chandler si mosse per acquisire tutti i diritti legali in modo da ottenere l’esclusiva. Per convincere Jimi ad andare a Londra Chandler gli promise che avrebbe conosciuto un personaggio molto apprezzato dallo stesso Hendrix: Eric Clapton. Il passo successivo era quello di affiancargli musicisti adeguati, scegliendo la formazione del trio, e furono scelti Noel Redding al basso e Mitch Mitchell alla batteria.

Era appena nata la Jimi Hendrix Experience. jimi7_2x

Il primo brano messo su 45 giri fu proprio Hey Joe, per l’album “Are You Experienced?”, che riscosse un ottimo successo, ma la band doveva ancora farsi conoscere negli States, così, in seguito alla raccomandazione di Paul McCartney, il gruppo fu invitato al Monterey Pop Festival e fu presentato da Brian Jones. La performance fu un enorme successo e risuonò in tutti gli Stati Uniti; Jimi fece con la sua chitarra quello che in pochi riuscivano a fare, suonandola dietro la schiena, con l’asta del microfono e perfino con i denti. Alla fine dell’esibizione, per renderle omaggio, gli diede fuoco, la distrusse sbattendola a terra e lanciò i pezzi al pubblico. Quello che resta di quella chitarra è esposto all’Experience Music Project di Seattle.

Nel 1967 esce il secondo album Axis: Bold as Love, travagliato in quanto Jimi lasciò il lato A del disco sul sedile posteriore di un taxi e fu impossibile recuperarlo, così dovettero registrarlo nuovamente in un’unica notte. Inoltre, la spiegazione di come doveva essere la copertina non venne compresa dallo studio grafico, al quale Jimi aveva chiesto di inserire il tema indiano, in riferimento alle tribù dei pellerossa, rappresentando così la band nei panni di alcune divinità indù.

Travagliato fu anche il doppio album Electric Ladyland. Innanzi tutto ci fu l’abbandono da parte dello storico produttore di Jimi, Chas Chandler, a causa dei continui scontri col chitarrista per la lunghezza delle canzoni e per le registrazioni troppo improvvisate. Hendrix era ritenuto un perfezionista, infatti, la leggenda vuole che il brano Gipsy Eyes sia stato registrato ben 43 volte prima che trovasse una versione di suo gradimento. Inoltre ci fu l’abbandono anche da parte di Noel Redding, che in realtà era un chitarrista, perché spesso litigava con Jimi, e, sbollentando la rabbia con una boccata d’aria, tornando in studio, trovava la sua parte di basso registrata da Hendrix durante la sua assenza.

L’ultima esibizione del gruppo avvenne il 29 giugno 1969 al Bob Fey’s Denver Pop Festival, e fu segnata da scontri tra le forze dell’ordine e il pubblico, tanto che la band dovette abbandonare il palco e rifugiarsi nel rimorchio di un camion.

La performance che più è rimasta nell’immaginario collettivo è sicuramente quella di Woodstock del 1969. La sua esibizione divenne il simbolo del festival. Il chitarrista salì sul palco presentando la nuova formazione, ribattezzando il gruppo Gipsy Sun and Rainbows. In una prestazione di due ore quello che più ha colpito gli spettatori e l’opinione pubblica è stata la trasfigurazione chitarristica di The Star-Spangled Banner, inno nazionale degli Stati Uniti. Ha suscitato moltissime controversie il significato che Jimi voleva attribuire nell’esporre in quel modo l’inno nazionale, anche se a suo dire l’ha suonato così perché gli piaceva e basta.

Nacque così la Band of Gipsys, che pubblicò un album omonimo nel 1970, l’ultimo prima della morte del chitarrista. Il gruppo non ebbe vita lunga, però, poiché ad un concerto Jimi si presentò visibilmente sotto effetto di droga, insultando i fan e costringendo i suoi tecnici a portarlo fuori di peso. Ciò creò enormi tensioni all’interno del gruppo, che si sciolse drasticamente quella sera stessa.

Nel 1970 finirono i lavori per gli studi di registrazione voluti da Hendrix: gli Electric Lady Studios. Furono inaugurati il 26 agosto 1970 e per l’occasione ci fu una sostanziosa sessione che vide la registrazione dell’ultimo brano del chitarrista, Belly Button Window.

La mattina del 18 settembre 1970 Jimi Hendrix, venne trovato morto nell’appartamento che aveva affittato. Anche lui aveva 27 anni.

Exif_JPEG_PICTURE

Non c’è ancora una versione certa del suo decesso. Quello che ha dichiarato la sua ragazza, presente in casa quella sera, è che Jimi è soffocato nel suo stesso vomito dopo un cocktail di alcool e tranquillanti. Non appena uscì la notizia, l’appartamento fu saccheggiato da sciacalli in cerca di cimeli che gli erano appartenuti. Le sue spoglie furono sepolte nel Greenwood Memorial Park di Renton, a Seattle. Sulla lapide venne incisa anche la sagoma della sua chitarra, ma le continue incursioni di saccheggiatori e fan indussero il padre a rivalutare il posto di sepoltura, progettando così una specie di cappella monumentale di proprietà della famiglia in una zona marginale. Al Hendrix morì nel 2002, appena due mesi prima della fine dei lavori della cappella, così il feretro di Jimi venne deposto all’interno insieme con quelli del padre e della nonna. Seattle, la sua città natale, gli ha voluto rendere omaggio con una statua e un parco a suo nome.

Jimi Hendrix con la sua chitarra, la Fender Stratocaster, resterà nell’immaginario collettivo mondiale come il simbolo della rivoluzione giovanile e del flower power degli anni 60.

Annunci

Brian Jones

brian-jones-

Lewis Brian Hopkin Jones nasce il 28 febbraio 1942 nel Gloucestershire, in Inghilterra.

Avendo due genitori molto appassionati di musica si è avvicinato a questo mondo fin da piccolo. Nel 1957 ascoltò per la prima volta musica jazz, che lo spinse verso questo nuovo interesse, pregando i genitori affinché gli comprassero un saxofono. Due anni dopo la sua famiglia gli regalò la sua prima chitarra.

Nel 1959 Brian mise incinta la sua ragazza, incoraggiandola ad abortire. Lei non lo volle più vedere, decidendo di avere il bambino e darlo in adozione. Brian così lasciò la sua casa e visse da bohemien alloggiando in posti di fortuna. Nel 1960 nacque il suo secondo figlio, da una relazione di una notte con una donna sposata, e l’anno successivo nacque il suo terzo figlio, avuto dalla sua fidanzata di allora, Pat Andrews, che Jones chiamò Julian Mark Andrews; per vivere un po’ con loro Brian vendette la sua collezione di dischi.

Lasciata Pat, si trasferì a Londra ed inizialmente si fece chiamare col soprannome Elmo Lewis suonando in diversi locali con Paul Jones. Nel 1962 Brian reclutò anche Ian Stewart, Mick Jagger e Keith Richards nella sua band, e trovò il nome del gruppo “The Rolling Stones” mentre era al telefono col direttore di un locale. La band fece il suo primo spettacolo il 12 luglio 1962 al Marquee Club di Londra.

Rimasti in quattro, con l’abbandono di Paul Jones, il gruppo era alla ricerca di un bassista e di un batterista stabili, così, dopo molte audizioni, furono scelti Bill Wyman al basso e Charlie Watts alla batteria, considerato uno dei migliori della scena londinese. Iniziarono con questa formazione a suonare in molti locali blues e jazz. Il ruolo di Brian in questa fase era di leader e manager, riservandosi sempre cinque sterline in più degli altri nella paga dei concerti, cosa che iniziò a creare tensioni alle sue spalle.

Nel 1963 ci fu l’incontro con Andrew Loog Oldham, ex pubblicitario dei Beatles, che diventò il loro manager. Il pianista Ian Stewart fu escluso dalla scena dallo stesso Oldham per due ragioni: Stewart, tarchiato e corpulento, non si addiceva all’immagine che egli intendeva dare al gruppo, e poi riteneva che sei membri sarebbero stati difficilmente memorizzabili dal pubblico; nonostante ciò Stewart rimase legato alla band fino alla sua morte nel 1985.

Con l’arrivo di Oldham, ebbe inizio l’allontanamento e l’estraneazione di Brian dal resto del gruppo, dovuto al cambio di ruoli, voluto dal nuovo manager, di spostare l’attenzione ed il centro della band su Jagger e Richards. Con la consapevolezza che una cover-band non sarebbe rimasta a lungo sulle scene musicali, Oldham pressò il gruppo facendo si che emergessero le canzoni prodotte proprio dalla coppia Jagger-Richards, estromettendo Jones da un altro ruolo chiave.

Nel 1964 nacque il suo quarto figlio, dalla fidanzata Linda Lawrence, e lo chiamò Julian Brian Lawrence.

Nel 1966 scisse e produsse la colonna sonora per un film tedesco con Anita Pallenberg, che divenne in seguito la sua fidanzata.

brian jones e anita pallenberg

Appena il gruppo riuscì ad avere abbastanza soldi da potersi permettere di suonare in studi di registrazione ben equipaggiati, Brian iniziò a sperimentare svariati strumenti, anche se è conosciuto principalmente per la sua chitarra. Jones e Richards erano famosi per la loro “tessitura di chitarre”, segno caratteristico del sound degli Stones, conosciuto anche come “stile di Chicago”. I migliori esempi si possono sentire sul loro primo album “Out of Our Heads”.

Nel 1967, per il Monterey Pop Festival, presentò sul palco i Jimi Hendrix Experience, e un critico lo nominò “re non ufficiale del festival”.

Intanto le tensioni crescevano e l’uso di alcool e droghe non aiutava; iniziò a diminuire il suo contributo alle registrazioni, lasciando Richards a suonare la chitarra da solo. Così la sua influenza iniziò ad essere sempre più marginale, e questo cambiamento si può notare già nel primo singolo del 1968 “Jumpin’ Jack Flash”; inoltre nell’album dell’anno successivo Brian non partecipa minimamente alle registrazioni.

Nel 1968 acquista Cotchford Farm, nel Sussex, casa natale dell’autore di Winnie the Pooh, A. A. Milne.

I soldi, la fama e la sensazione di alienazione dal resto del gruppo inducono così Jones ad abusare di alcool e droghe, dividendosi ancora di più dalla band. Fu arrestato per la prima volta il 10 maggio 1967 per uso di droga. Trovato in possesso di marijuana, cocaina e metamfetamine, venne multato e rilasciato con la condizionale.

Riuscì comunque a mantenere rapporti con persone esterne agli Stones, quali Jim Morrison, John Lennon, Jimi Hendrix e George Harrison. Jones suonò le percussioni in una versione di “All Along the Watchover” di Bob Dylan, fatta da Jimi Hendrix, oltre a suonare il sax in una canzone dei Beatles e a partecipare alla registrazione di Yellow Submarine, nella quale ruppe due pezzi di vetro insieme.

Nel 1967 la sua fidanzata, Anita Pallenberg, scappò con Richards mentre lui era in ospedale, rovinando per sempre l’amicizia tra i due.

Brian fu arrestato per la seconda volta il 21 maggio 1968 per possesso di marijuana e fu condannato. Questo secondo arresto complicò la situazione: gli Stones volevano intraprendere un tour negli Stati Uniti, ma le difficoltà legali di Jones aumentarono i problemi con l’ufficio immigrazione. Così gli altri decisero di trovare un nuovo chitarrista e, l’8 giugno 1969, si presentarono a casa sua per comunicargli che il gruppo, fondato proprio da Brian, sarebbe andato avanti senza di lui. Brian fu rimpiazzato dal chitarrista Mick Taylor, che subito cominciò le registrazioni. L’ultima apparizione ufficiale con la band fu alla fine del 1968 al Rolling Stones Rock and Roll Circus, uno spettacolo metà circo metà concerto organizzato dalla band.

Jones rimase a Cotchford Farm, con l’intenzione di formare una nuova band. L’ultima fotografia, datata giugno 1969, non era rasserenante, ma le persone che gli fecero visita alla fine di quel mese rimasero sorprese di trovarlo felice e stimolato.

Intorno alla mezzanotte del 3 luglio 1969 Brian venne trovato sul fondo della sua piscina. La sua fidanzata, Anna Wohlin era convinta che fosse ancora vivo quando lo tirarono fuori, affermando di sentirne il battito cardiaco, ma quando i dottori arrivarono era ormai troppo tardi e fu dichiarato morto. Aveva 27 anni.

Nel 2009 Anna Wohlin dichiarò che Brian fu assassinato da un costruttore che si trovava in casa per rinnovarla. Tale costruttore, Frank Thorogood, confessò la sua responsabilità all’autista dei Rolling Stones, Tom Keylock, sul letto di morte. Molte persone hanno dichiarato ai giornali di aver assistito “all’omicidio”, ma sempre sotto pseudonimo, e nessuno di loro si è mai presentato alla polizia. Svariati arredamenti e strumenti costosi furono rubati dalla casa di Jones appena dopo la sua morte, molti dei quali sono stati poi ritrovati sul mercato dei collezionisti.

Jimi Hendrix gli dedicò una canzone durante uno spettacolo, e Jim Morrison scrisse una poesia intitolata “Ode to L.A. While Thinking Of Brian Jones, Deceased” (Ode a L.A. mentre pensa a Brian Jones, deceduto).

Il 5 luglio 1969, due giorni dopo la sua morte, i Rolling Stones tennero un concerto gratuito ad Hyde Park, a Londra, che era stato organizzato settimane prima per presentare il nuovo chitarrista; ma alle critiche ricevute risposero dedicando il concerto a Jones. Il loro manager trovò il modo per far uscire migliaia di farfalle bianche, ma a causa del gran caldo la maggior parte di esse morì, e le restanti volarono a stento prima di cadere sulle teste del pubblico presente.

Brian fu sepolto sotto 4 metri di terra in una bara spedita da Bob Dylan; del gruppo erano presenti solo Watts e Wyman. Mick Jagger era in Australia per le riprese di un film e gli fu proibito di tornare in Inghilterra per il funerale, mentre Keith Richards e Anita Pallenberg non si presentarono per evitare di creare tensioni.

La principale caratteristica di Brian era quella di polistrumentista, imparando a suonare qualsiasi strumento in pochissimo tempo. Suonava abitualmente 15 strumenti diversi tra loro persino per peculiarità, e prima di morire si stava avvicinando ad una grande novità, l’elettronica. Venne riconosciuto dai giornalisti come il membro più eloquente del gruppo. La sua intelligenza, il disprezzo per il conformismo e le costrizioni delle leggi, fecero di lui il simbolo della ribellione giovanile al pari dei Beatles.

Navigazione articolo